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venerdì 15 dicembre 2017

Amico è



L'Amico è colui con cui puoi ridere, o piangere, a cuore aperto, a seconda dell'occasione; con cui decidi di condividere la sua grande gioia, o il suo più cupo dolore.
A volte l'Amico non sa trattenersi, o decide di non farlo, e ti sbatte la realtà sul grugno. Da lui impari continuamente qualcosa, e lui vuole imparare da te e ti si incolla per quello.
Con l'Amico parli come ad uno specchio, prima ancora che tu parli lui sa già quello che dirai; non perché conosce bene te, ma perché conosce sè e ciò che stai per dire è quello che pensa e direbbe lui.
Può farti da madre, o da padre, o da fratello. Con lui puoi anche stare in silenzio, ma il più delle volte non riesci a smettere di parlargli. E' un tipo di amico che può anche appartenere un periodo ma resterà nel tuo cuore per tutta la vita. Spesso fra voi ci sono birra, o bicchieri di vino, o tazze di the, oppure sigarette, frise... o buio, fuoco e luce; musica, voci che si fondono, comuni ritmi del cuore. L'Amico ti sente da lontano. Sei parte di lui a dispetto di tutto, del tempo, della distanza, della vita.
L'Amico è quella persona che se non l'avessi incontrata non avresti scoperto tante cose di te stesso, quella che ti ha accompagnato dove sei.
Amico è anche chi dopo tanto, tanto tempo, ti regala la verità, e ti restituisce così tanto di te da sentirti grato per sempre per il coraggio che ha avuto nel confessartela, finalmente.
Ti porta nel cuore, anche se non nella sua vita. Non ti dimentica anche se non ti parla.
Soprattutto, l'Amico è quello che non giudica, ma accoglie. Non etichetta, ma osserva e tiene a mente. Non pretende, invece resta al tuo fianco. E se ti cerca, il suo interesse sei tu, non il suo ego.

mercoledì 3 ottobre 2012

Brutta razza


Le Femmine sono una brutta razza.
C'è l'Elemosinante, quella che si innamora sempre dell'uomo sbagliato, che perde la testa per chiunque le dimostri attenzione. C'è l'Indecisa, quella che nelle grandi occasioni ha il fidanzato in prima fila e l'innamorato nel corridoio. C'è la Solitaria, quella che trascina le storie fino allo sfinimento per portarle alla distruzione. C'è la Fidanzata, quella che lotta disperatamente per tenere in piedi una storia a qualunque costo, anche quello dell'insoddisfazione, purché duri. C'è la Troia, quella che non ha pregiudizi e segue sempre il proprio interesse. C'è la Santa, quella che tiene la coscienza imbavagliata dietro una maschera di virtù.
La Femmina ha sempre ragione, e si circonda di amiche che l'assecondano e la giustificano e uomini che la idolatrano ciecamente. Ma di lei non ti puoi fidare: se non la coccoli, non la blandisci, non la eviti, non le menti, non la tieni d'occhio, la sua coda di scorpione ti avvelenerà. 
E poi ci sono le Donne. Quelle che non sono capaci. Quelle che pagano i loro conti, profumatamente. Quelle che si mettono in cima allo scoglio quando c'è la tempesta. Quelle che accettano le conseguenze. Quelle che nello specchio dell'anima riescono a vedersi chiaramente. Quelle che sanno parlare e star zitte, e sanno esattamente quando fare l'una o l'altra cosa. Quelle che cantano, anche se sono stonate. Quelle che sanno vedere il bello nelle cose e nelle persone. Quelle che conoscono il valore delle piccole cose.
Non si augura a nessuno una Femmina per amica.
Ma delle donne, quelle vere, ti puoi fidare. Saranno sincere, nel  bene e nel male. Saranno vere, col sole e con la pioggia. Saranno presenti, nel silenzio e nel frastuono. Saranno oneste, anche nell'occasione che fa l'uomo ladro. Saranno pure. Saranno stabili. Saranno coraggiose. Saranno delle Vere Amiche.

Questo post è dedicato a tutte le donne che ho incontrato lungo il cammino, e in particolare alle mie Amiche: vi sarete sicuramente riconosciute. Ogni altro riferimento a fatti e persone realmente esistenti è assolutamente voluto, senza offesa, e con affetto.

martedì 19 giugno 2012

Vademecum

 Ieri sera, sul dondolo sotto il cielo stellato, cullavo D che voleva addormentarsi e gli cantavo sottovoce questa canzone. Improvvisamente ho sentito agitarsi qualcosa nello stomaco, e i vent'anni che sono trascorsi da quando significava tanto per me si sono frantumati, dissolti, in una frazione di secondo. "Vent'anni" in questo caso non è un modo di dire: volevo proprio scrivere venti. Da quei giorni di primavera dei miei sedici anni, da quei palpiti, da quelle attese, da quella musica. Da quel mare. Da quella distesa di sabbia che non esiste più, calpestata quotidianamente da piedi indaffarati sotto teste lontanissime dai nostri pensieri e dalle nostre speranze adolescenti, acerbe, di allora. Lontanissime dalla mia polo rosa col suo giubbotto jeans, dalla sua maglietta metallara col mio giubbotto jeans. Da quella cabina telefonica e da quella suora, da quelle fermate dell'autobus e dalla sua voce dolcissima. Da quegli occhi verdi.
Quando G o D, a sedici anni, verranno da me a dirmi che sono innamorati, non potrò minimizzare, non potrò dir loro che sono troppo giovani per la parola amore. Dovrò dir loro che devono vivere il loro tempo intensamente, che non devono sottovalutare ciò che provano, se ciò che sentono è questo:
- l'amore è potente: spazza via ogni cosa incontri sul suo cammino, fa piazza pulita di ogni paura, di ogni emozione passata, di ogni precedente infatuazione o attrazione;
- l'amore è coraggioso: si fa beffe di ogni forma di contrasto, di ogni ostacolo geografico o sociale, di ogni persona che tenti di interferire, chiunque essa sia;
- l'amore è costante: resiste a ogni condizionamento, e soprattutto non può essere cancellato dal tempo. Questo non vuol dire necessariamente che sarà possibile, o che si vorrà, trascorrere la vita con l'oggetto dell'amore. Dopo tanto tempo se incontrassi di nuovo chi mi ha dedicato la canzone non lo troverei attraente come allora, nè ho voluto restare accanto a lui fino adesso...e neppure allora, per dire la verità. Però: l'amore che ho provato allora rimane come un segno nel mio cuore, un marchio a fuoco che non si può cancellare e che ha contribuito a fare di me la persona che sono. Un pezzo del mosaico, regalato oggi al mio amore con gli occhi verdi di adesso.

Buonanotte, buonanotte amore mio,
buonanotte tra il telefono e il cielo.
Ti ringrazio per avermi stupito,
per avermi giurato che è vero.
Il granturco nei campi è maturo
ed ho tanto bisogno di te,
la coperta è gelata e l'estate è finita...
Buonanotte questa notte è per te.
Buonanotte, buonanotte fiorellino,
buonanotte fra le stelle e la stanza,
per sognarti, devo averti vicino
e vicino non è ancora abbastanza.
Ora un raggio di sole si è fermato
proprio sopra il mio biglietto scaduto.
Tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di tè...
Buonanotte, questa notte è per te.
Buonanotte, buonanotte monetina,
buonanotte tra il mare e la pioggia,
la tristezza passerà domattina
e l'anello resterà sulla spiaggia.
Gli uccellini nel vento non si fanno mai male,
hanno ali più grandi di me
e dall'alba al tramonto sono soli nel sole.
Buonanotte, questa notte è per te.

mercoledì 28 marzo 2012

I due vasi (feat. SC)

Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un bastone che portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava sempre mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua.
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito perchè riusciva a fare solo la metà di ciò che avrebbe potuto.
Dopo due anni d'amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: "Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".
La vecchia sorrise: " Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la nostra casa. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze ad ingentilirla".